Finissage OpenArt, Roveredo

di Elena Triaca, 2012

Simbolici ragni che tessono enormi tele rosse, come fili d'Arianna a rievocare quanto la vita possa essere spietata.
Grandi ali di Valchiria, arcaico angelo liberatore che sovrasta, sdoppiato nel proprio Demone, una società in declino.

Quelle di Benny Posca sono opere pregnanti di annotazioni visive, simboliche idee di un potenziale futuro. Qui l'arte vuole essere comunicazione, un processo di scoperta a cui chiunque può prendere parte.
C'è una vita concettuale che si evolve in una ricerca artistica del tutto peculiare: la storia emerge dalle sue sculture con commenti visivi.

Essere sintetizzati in forme primitive, primordiali, sopravvissuti alla degenerazione generale, costituiti da macerie. E le macerie, gli scarti, sono in sé esemplificazione del declino pur riaffermando se stessi e restando ordinari nell'evocare conseguenze incontrollate.
Sono oggetti scartati dall'uomo e rigettati dal nostro lago, quindi sapientemente recuperati dall'artista per dare origine ad un corpus di opere - esseri, insetti, forme - di grande maturità e sicurezza dove il risultato finale raccoglie ben più che la somma delle singole parti.
Incarnano e suggeriscono con estrema efficacia potenziali immaginari di futura desolazione e decadenza ove prevalgono i colori primari, bianco e nero.

E quando si scorge un barlume di colore, è solo conseguenza di un enorme sforzo, quasi uno squarcio, di un'indomita volontà che lotta contro una natura divenuta ostile, gelata dal cemento, incatenata nell'acciaio, annientata dall'uomo.
Le opere sono intrise di qualità narrative sottili, gli oggetti possiedono un loro spirito e la capacità di reincarnarsi.

Lo scenario è il nostro contemporaneo, dominato dal profitto e dall'eccedenza, ove è imprescindibile chiedersi quale futuro comporti l'avidità e la desolazione spirituale.
Quest'arte vuole comunicare e riesce fattivamente a stimolare una forte riflessione mostrando, a chi osserva con attenzione, le proprie rovine, la visione di un potenziale futuro spettrale, declino materiale e disintegrazione culturale.

L'artista torna profeta e, riappropriandosi del proprio ruolo sociale, c'irradia con sinistri bagliori di un tramonto che già presagisce.

A Benny, con riconoscenza

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